
Con lo scopo di assumere a tempo indeterminato i vigili discontinui che prestano servizio presso i Comandi provinciali, si stanno moltiplicando le iniziative che hanno come obiettivo lo screditare i volontari dei nostri Distaccamenti facendoli apparire come inefficienti e invocando così l’apertura di nuove sedi permanenti. A pochi sfugge che questi intenti, di chiara marca sindacale, hanno poco da spartire con gli interessi della collettività in termini di costi, di copertura del territorio e di tempi di risposta alle richieste di soccorso. Ma questo lo sanno solo gli “addetti ai lavori” che quasi mai sono coloro deputati a decidere il nostro futuro. In questa “guerra fra poveri”, figlia di una tradizione che per decenni ha di fatto favorito gli sprechi e le inefficienze concentratesi per lo più nell’apparato statale, non è una novità che i nostri Distaccamenti siano visti come una “pericolosa” distinzione che di fatto ostacola il perseguire di intenti ormai non più giustificabili; da parte nostra non dobbiamo però pensare che sia sufficiente “comportarsi bene” per vederci riconosciuti i diritti di continuare a servire la collettività. Di fronte all’immobilismo più assoluto nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco, figlio di una situazione politica fortemente latitante e con un Sottosegretario che in tre anni non abbiamo mai avuto l’onore di incontrare (a differenza dei suoi predecessori), positivi segnali di vitalità sorgono fra le nuove leve del Consiglio nazionale e di molte Sezioni provinciali. Proprio in questo contesto sono state messe in cantiere alcune iniziative fra le quali la proposta di migliorare l’attuale Regolamento dei vigili del fuoco volontari costituito dal DPR 76/2004. E’ indispensabile non lasciare nelle mani altrui il nostro destino gestito con fatica negli anni; pur avendo sempre lavorato al di fuori dei riflettori, condizione indispensabile per sperare di realizzare almeno una parte dei nostri progetti, ritengo doveroso percorrere nuove strade pur senza cedere a facili entusiasmi e continuare ad avvalersi dell’esperienza di chi, nei nostri distaccamenti e in Associazione, ci ha guidati sinora. Qualsiasi associazione, azienda, istituzione se vuole sopravvivere dovrà sapersi adeguare ai tempi creando un mix fra l’entusiasmo e le competenze dei giovani e l’esperienza di chi ha già i capelli bianchi.
Gino Gronchi